<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il blog di Sicurezza.com</title>
	<atom:link href="http://www.sicurezza.com/blog/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sicurezza.com/blog</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 May 2012 11:25:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Sicurezza alimentare e nanoparticelle</title>
		<link>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/sicurezza-alimentare-e-nanoparticelle.html</link>
		<comments>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/sicurezza-alimentare-e-nanoparticelle.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 May 2012 11:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog sicurezza alimentare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sicurezza.com/blog/?p=321</guid>
		<description><![CDATA[La legislazione italiana ed europea, in materia di sicurezza alimentare, impone la presenza nell’etichetta, nella maggior parte dei casi, di ogni elemento contenuto nel prodotto in vendita. Alcune sostanze, però, vuoi per un vuoto legislativo vuoi per l’assenza di ricerche che ne abbiano stabilito le conseguenze a lungo termine sull’organismo, risultato esentate dal comparire, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La legislazione italiana ed europea, in materia di sicurezza alimentare, impone la presenza nell’etichetta, nella maggior parte dei casi, di ogni elemento contenuto nel prodotto in vendita. Alcune sostanze, però, vuoi per un vuoto legislativo vuoi per l’assenza di ricerche che ne abbiano stabilito le conseguenze a lungo termine sull’organismo, risultato esentate dal comparire, a chiare lettere, sulle confezione dei cibi.<br />
Si tratta delle così dette nano-particelle.<br />
Le nano-particelle non sono altro che <strong>molecole, di elementi conosciuti come il titanio o il silicio, molto più piccole di quelle che è possibile trovare in natura</strong> e <strong>vengono utilizzate, nel comparto alimentare, per le più svariate mansioni</strong>. Per esempio, alcune sostanze, se lavorate fino a diventare di dimensioni “nano”, posso aiutare la fluidità delle salse, eliminare i grumi nelle creme oppure, ed è questa la principale funzione, allungare di molto la vita di un prodotto confezionato.</p>
<p>In Europa L’Efsa, <strong>l’Autorità europea per la sicurezza alimentare</strong>, ha divulgato, nel 2011, tre documenti molto importanti, in cui si promuove una linea d’azione e di ricerca volta a <strong>comprendere i potenziali rischi che queste sostanze possono comportare per la salute dell’uomo</strong>. Il principale problema, infatti, è che oltre ad esistere un <strong>vuoto legislativo che regolamenti questi materiali, mancano studi indipendenti, in grado di dimostrare o smentito, la pericolosità di queste sostanze</strong>.<br />
Nel panorama italiano troviamo una interessante ricerca, che sta cercando di fare luce su questo problema, presso l’<strong>Istituto di Superiore di Sanità</strong>, in collaborazione con i membri del <strong>progetto europeo Nanogenotox</strong>.<br />
La Dott.ssa Maranghi spiega che lo studio ha come obiettivo quello di <strong>giungere ad una maggiore comprensione delle conseguenze che queste sostanze, in particolare il biossido di silicio, hanno sul corpo umano</strong>. In accordo con L’Authority europea per la sicurezza alimentare, lo studio cercherà di comprendere più a fondo le caratteristiche di queste nano-particelle in relazione alla salute delle persone.</p>
<p>Gli sviluppi di questa ricerca, ancora in corso, saranno di sicuro un nuovo tassello per comprendere se e come queste sostanze possono nuocere alla salute data la loro grande diffusione nei cibi e nell’ambiente.<br />
<strong>L’impegno italiano ed europeo sono da considerare come fondamentali per una futura legislazione comunitaria rivolta alla salvaguardia della sicurezza alimentare in relazione alle nano-particelle</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/sicurezza-alimentare-e-nanoparticelle.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sollevamento eccezionale di persone, ecco le line guida del Ministero</title>
		<link>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/sollevamento-eccezionale-di-persone-ecco-le-line-guida-del-ministero.html</link>
		<comments>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/sollevamento-eccezionale-di-persone-ecco-le-line-guida-del-ministero.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog sicurezza sul lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sicurezza.com/blog/?p=314</guid>
		<description><![CDATA[Sollevare persone con strumenti non idonei o, comunque sia, non specificatamente progettati per questo scopo è espressamente vietato dal D.lgs. 81/08, punto 3.1.4 dell&#8217;allegato VI, il quale proibisce, come idea di base, l’utilizzo di una qualsiasi macchina da lavoro per uno scopo diverso da quello per cui è stata progettata. Esistono però delle eccezioni, dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sollevare persone con strumenti non idonei o, comunque sia, non specificatamente progettati per questo scopo è espressamente vietato dal D.lgs. 81/08</strong>, punto 3.1.4 dell&#8217;allegato VI, il quale <strong>proibisce, come idea di base, l’utilizzo di una qualsiasi macchina da lavoro per uno scopo diverso da quello per cui è stata progettata</strong>. Esistono però delle eccezioni, dei casi così detti <strong>eccezionali</strong>, in cui il decreto permette che si possano utilizzare macchinari non progettati al sollevamento umano per questo scopo.</p>
<p>A questo proposito, Il Ministero del Lavoro aveva già reso noto nel 2011, con una lettera circolare datata 10 febbraio, il parere della <strong>Commissione consultiva permanente</strong> che ha voluto specificare i casi in cui questa eccezionalità sussiste. Il risultato è stato il documento chiamato <strong>Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine</strong>, nel quale sono riportate le procedure necessarie per affrontare queste situazioni, mantenendo un elevato livello di sicurezza per i lavoratori.<br />
Con l’approvazione di questo documento, avvenuta in data 18 aprile 2012, i casi eccezionali, già previsti dal D.lgs. 81/08, vengono specificati e, il datore di lavoro, può applicare, in ottemperanza delle norme previste nel documento della Commissione, le dovute misure per eseguire in sicurezza l’operazione di sollevamento.</p>
<p>Questa nota della Commissione si riferisce, in maniere esplicita, al <strong>sollevamento eccezionale di piattaforme o cestelli capaci di sostenere un uomo, da parte di macchinari, come gru o carrelli elevatori, senza che questi supporti di trasporto siano assemblati alla macchina deputata al sollevamento</strong>. Per chiarire meglio, un esempio potrebbe essere un addetto sollevato, all’interno di un cestello, a sua volta legato tramite catene ad una macchina dedita al sollevamento dei pesi, come una gru.</p>
<p>Le procedure prevedono che, prima di effettuare il sollevamento, è necessario verificare l’effettiva eccezionalità della situazione e, inoltre, provvedere che ogni elemento della macchina sollevatrice e del cestello sia in ottime condizioni.<br />
In particolare, gli <strong>elementi da considerare prima di iniziare la procedura di sollevamento</strong> sono questi:</p>
<p>• resistenza, portata e stabilità della nuova configurazione (macchina sollevante più piattaforma o carrello),<br />
• possibilità di accesso al cestello/gabbia e corretta installazione degli stessi,<br />
• stato di manutenzione, sicurezza in riferimento al contatto con parti mobili in movimento.</p>
<p>Tali procedure non sono, però, di natura vincolante, ma rappresentano un livello standard di sicurezza che ogni datore di lavoro ha l’obbligo di mantenerne, nel caso in cui si verifichi la necessità in oggetto del provvedimento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/sollevamento-eccezionale-di-persone-ecco-le-line-guida-del-ministero.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Impianti fotovoltaici, guida per la sicurezza antincendio</title>
		<link>http://www.sicurezza.com/blog/antincendio/impianti-fotovoltaici-arriva-la-guida-alla-sicurezza.html</link>
		<comments>http://www.sicurezza.com/blog/antincendio/impianti-fotovoltaici-arriva-la-guida-alla-sicurezza.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 11:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog sicurezza antincendio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sicurezza.com/blog/?p=297</guid>
		<description><![CDATA[Il corpo dei Vigili del Fuoco ha da pochi giorni pubblicato una interessante nota di chiarimento in merito alle pratiche antincendio relative agli impianti fotovoltaici. Il chiarimento si è rivelato necessario a seguito della pubblicazione di una precedente nota il 7 febbraio 2012, la quale aveva lo scopo di fungere da guida per l’installazione di impianti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il corpo dei Vigili del Fuoco ha da pochi giorni pubblicato una interessante nota di chiarimento in merito alle <strong>pratiche antincendio relative agli impianti fotovoltaici</strong>. Il chiarimento si è rivelato necessario a seguito della pubblicazione di una precedente nota il 7 febbraio 2012, la quale aveva lo scopo di fungere da <strong>guida per l’installazione di impianti fotovoltaici</strong>, con riferimento a quanto previsto dal <strong>D.P.R. 151/2011</strong>, in relazione agli impianti a corrente continua con potenza non superiore ai 1500V. Anche se il decreto 151 non inserisce i sistemi fotovoltaici all’interno dell’elenco di quelli che necessitano di controlli, essendo però, la loro installazione, un aggravio delle <a title="Sicurezza antincendio nelle aziende" href="http://www.sicurezza.com/antincendio/">condizioni di sicurezza antincendio nelle imprese</a>, allora diventano oggetto di verifiche, così come riportato nell’<strong>art.4, comma 6</strong>. La guida si occupa di specificare, nell’ambito della sicurezza antincendio, le pratiche per meglio gestire gli impianti fotovoltaici e, in caso di incidente, come meglio salvaguardare la sicurezza dei vigili del fuoco all’opera.</p>
<p>La pubblicazione di questa guida ha però sollevato notevoli domande, soprattutto per quanto riguarda l’eventuale <strong>obbligatorietà nell’applicazione delle procedure in essa contenute</strong>. Il corpo dei Vigili del Fuoco ha così ritenuto opportuno pubblicare un chiarimento in data 4 maggio 2012. In questa seconda nota si legge che la guida non rappresenta un obbligo normativo da applicare, ma una semplice serie di indicazioni che facilitano il mantenimento di un alto livello di sicurezza nelle imprese dove sono installati impianti fotovoltaici, in ottemperanza al <strong>Regolamento UE 305/2011</strong>. Inoltre, eventuali altre pratiche atte ad aumentare il livello di sicurezza non contenute nella guida non vengono escluse.</p>
<p><strong>Due sono i principali chiarimenti</strong> presenti nella seconda nota. Il primo, in particolare, si riferisce al concetto di <strong>aggravio della sicurezza</strong> a causa della presenza di impianti fotovoltaici; a questo riferimento la nota del 4 maggio riporta che la verifica di un eventuale aggravio si dovrà concentrare specificatamente su:</p>
<p>• <strong>Propagazione interna e esterna delle fiamme</strong> in caso di incendio,<br />
• Modifica eventuale della velocità di propagazione delle fiamme,<br />
• Interferenza con i sistemi di ventilazione dei sistemi di combustione,<br />
• <strong>Sicurezza degli operatori</strong> della manutenzione e di quelli addetti al soccorso.</p>
<p>Il secondo è relativo ai <strong>pericoli di un incendio provocato dallo stesso impianto fotovoltaico</strong>, situazione che deve essere evitata facendo in modo che l’impianto sia a contatto con rivestimenti non infiammabili, con materiali resistenti al fuoco e a lenta propagazione e che sia, costantemente, soggetto a verifiche e controlli.</p>
<p>Importanti chiarimenti che fanno luce su quali siano gli <strong>attori interessati, i campi di applicazione e le migliori pratiche di sicurezza antincendio</strong> in relazione agli impianti fotovoltaici nei luoghi di lavoro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sicurezza.com/blog/antincendio/impianti-fotovoltaici-arriva-la-guida-alla-sicurezza.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuove regole per le etichette alimentari</title>
		<link>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/nuove-regole-per-le-etichette-alimentari.html</link>
		<comments>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/nuove-regole-per-le-etichette-alimentari.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 20:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog sicurezza alimentare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sicurezza.com/blog/?p=293</guid>
		<description><![CDATA[Manca ormai poco alla pubblicazione, da parte dell’ EFSA, l’autorità europea che vigila sui prodotti alimentari, di 200 nuove diciture nutrizionali dedicate ai prodotti alimentari. La decisione, da parte dell’ente europeo, va a modificare in parte le regole che sono alla base di una corretta redazione di una etichetta alimentare, principale strumento per la sicurezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manca ormai poco alla pubblicazione, da parte dell’ <strong>EFSA</strong>, l’autorità europea che vigila sui prodotti alimentari, di <strong>200 nuove diciture nutrizionali dedicate ai prodotti alimentari.</strong><br />
La decisione, da parte dell’ente europeo, va a modificare in parte <strong>le regole che sono alla base di una corretta redazione di una etichetta alimentare</strong>, principale <a title="autocontrollo alimentare" href="http://www.sicurezza.com/alimentare/">strumento per la sicurezza alimentare</a> e prima fonte di informazione per il consumatore.</p>
<p>Le novità nascono dalla volontà dell’ente di analizzare il modo in cui le etichette alimentari vengono scritte e, soprattutto, cosa devono contenere. La revisione fatta non è stata esente da critiche e riflessioni divergenti, infatti, il risultato degli studi dell&#8217;EFSA ha suscitato non poche polemiche, soprattutto in Olanda, da dove è partita una petizione per annullare le modifiche. Il punto dolente è l’approccio che, secondo i sostenitori della petizione, l’Ente ha adottato per valutare la fondatezza delle informazioni presenti sulle etichette, il quale viene considerato inappropriato per gli alimenti, a volte addirittura contraddittorio nei sui risultati. L’accusa principale è quella di aver voluto usare una <strong>metodologia di analisi dei cibi nata e pensata apposta per i medicinali</strong>, cosa che, secondo i promotori della petizione, la rende inappropriata per un’adeguata analisi dei cibi.</p>
<p>Nel dettaglio, la decisione dell’EFSA prevede che, sulle etichette degli alimentari, <strong>il produttore possa pubblicizzare un beneficio derivato dalla consumazione del prodotto</strong>, senza indicare che, tale beneficio, deriva, in realtà, dalla presenza di vitamine e minerali, i veri portatori del vantaggio. Le sostanze che vengono ammesse dalla nuova regolamentazione sono:</p>
<ul>
<li>le fibre dell’orzo e dell’avena,</li>
<li>il carbone attivo,</li>
<li>gli omega 3,</li>
<li>i beta-glucani,</li>
<li>i polifenoli dell’olio d’oliva,</li>
<li>i fermenti vivi,</li>
<li>lattulosio,</li>
<li>colina,</li>
<li>alimenti a basso contenuto di sodio,</li>
<li>soluzioni a base di carboidrati e elettroliti.</li>
</ul>
<p>A scendere in campo contro questa decisione è stata, anche, la <strong>EHPM, l’European Health Products Manufacturers </strong><strong>Association</strong>, la quale ha cercato stabilire una comunizaione produttiva con l’EFSA al fine di risolvere la questione e con l’Ombudsman europeo per evitare che, in poco tempo, l’etichette degli alimenti contengano informazioni meno chiare di prima, a danno tutto dei consumatori.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/nuove-regole-per-le-etichette-alimentari.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Requisiti per i formatori sulla sicurezza sul lavoro</title>
		<link>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/requisiti-per-i-formatori-sulla-sicurezza-sul-lavoro.html</link>
		<comments>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/requisiti-per-i-formatori-sulla-sicurezza-sul-lavoro.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 May 2012 15:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog sicurezza sul lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sicurezza.com/blog/?p=275</guid>
		<description><![CDATA[Importante notizia arriva dalla Commissione per la salute e la sicurezza la quale ha approvato un documento in cui vengono specificati, in ottemperanza a quanto previsto dall’art.6 del D.lgs. 81/08, i criteri che qualificano il formatore nell’ambito della sicurezza sul lavoro. Il 18 aprile 2012 la commissione, partendo da quanto previsto dai documenti presentati dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Importante notizia arriva dalla <strong>Commissione per la salute e la sicurezza</strong> la quale ha approvato un documento in cui vengono specificati, in ottemperanza a quanto previsto dall’<strong>art.6 del D.lgs. 81/08</strong>, i <strong>criteri che qualificano il formatore nell’ambito della sicurezza sul lavoro</strong>.<br />
Il 18 aprile 2012 la commissione, partendo da quanto previsto dai documenti presentati dal Comitato speciale n.5, ha approvato i criteri relativi alla qualifica del<strong> formatore per la sicurezza e la salute sul posto di lavoro</strong>, mettendo così chiarezza nel campo della formazione.<br />
I criteri prevedono un livello base di istruzione per l’aspirante formatore, il quale dovrà possedere almeno il <strong>diploma di scuola superiore</strong> ed avere adeguati livelli di professionalità negli ambiti di esperienza, didattica e capacità.</p>
<p>Inoltre, perché il formatore possa essere considerato<br />
qualificato a termini di legge, deve possedere almeno uno dei seguenti prerequisiti:</p>
<p>• aver conseguito un’esperienza di tipo didattico di almeno <strong>90 ore nei tre mesi precedenti</strong>, nella materia oggetto della qualifica,<br />
• possedere una <strong>laurea che sia in linea con una delle materie oggetto della docenza</strong>, corsi post-laurea, dottorati o master di specializzazione in ambito di sicurezza sul lavoro,<br />
• oppure aver frequentano, con relativo documento probatorio, un<strong> corso sulla sicurezza sul lavoro e la salute, di almeno 64 ore</strong>,<br />
• un’esperienza di <strong>6 mesi o più nel ruolo di RSPP o di almeno un anno come ASPP</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In aggiunta vanno considerati i seguenti requisiti da soddisfare:</p>
<p>• frequenza di un <strong><a title="corsi di formazione per la sicurezza sul lavoro" href="http://www.sicurezza.com/corsi-di-formazione/">corso di formazione</a> per formatori di almeno 24 ore o essere laureati in Scienze della Comunicazione</strong> o avere un master in Comunicazione,<br />
• oppure avere una certificazione di docenza per almeno <strong>32 ore negli ultimi 3 anni</strong> in materie di sicurezza sul lavoro,<br />
• oppure una documentazione inerente ad una qualsiasi docenza per <strong>almeno 40 ore negli ultimi 3 anni</strong>,<br />
• aver affiancato un docente per almeno <strong>48 ore nel corso degli ultimi 3 anni</strong>.</p>
<p>Oltre ad una adeguata attenzione alla formazione personale del docente è stata data, dalla Commissione, anche attenzione all’esperienza che molti docenti hanno sul campo, così da poter rispettare i principi di flessibilità dando <strong>maggiori opportunità a tutte le aziende di far riconoscere come qualificati i propri formatori</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/requisiti-per-i-formatori-sulla-sicurezza-sul-lavoro.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cibi per celiaci, nuovo studio sul fumonisine</title>
		<link>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/cibi-per-celiaci-nuovo-studio-sul-fumonisine.html</link>
		<comments>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/cibi-per-celiaci-nuovo-studio-sul-fumonisine.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 May 2012 09:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog sicurezza alimentare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sicurezza.com/blog/?p=262</guid>
		<description><![CDATA[Un’interessante ricerca, che ha avuto come oggetto alcuni alimenti dedicati alla dieta delle persone celiache, arriva dal dipartimento di scienze degli alimenti dell&#8217;Università di Parma, guidato dalla chimica alimentare Chiara Dall&#8217;Asta e dalla nutrizionista Nicoletta Pellegrini. Lo studio condotto dall’equipe di scienziati ha mostrato che, all’interno di cibi per celiaci, è presente una quantità molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’interessante ricerca, che ha avuto come oggetto alcuni alimenti dedicati alla dieta delle persone celiache, arriva dal<strong> dipartimento di scienze degli alimenti dell&#8217;Università di Parma</strong>, guidato dalla chimica alimentare Chiara Dall&#8217;Asta e dalla nutrizionista Nicoletta Pellegrini.</p>
<p>Lo studio condotto dall’equipe di scienziati ha mostrato che, all’interno di cibi per celiaci, è presente una quantità molto elevata di <strong>fumonisine</strong>, cioè un fungo che attacca le piante di mais e che può contaminare anche i prodotti con esso realizzati.<br />
L’analisi ha visto protagonisti <strong>80 volontari, di cui la metà erano celiaci e la metà no</strong>, i quali hanno dovuto scrivere, per una settimana, un accurato e dettagliato diario della propria alimentazione, indicando quantità e qualità degli alimenti consumati, nonché nome e marca degli stessi.<br />
Durante lo studio sono stati persi in considerazione <strong>118 prodotti alimentari</strong> dedicati a chi ha problemi a metabolizzare il glutine e, in 105, sono stati rilevate tracce di contaminazione, mentre, solo in due, sono stati trovati livelli di contaminazione superiore a quelli previsti dalla legge. I primi commenti sui risultati, da parte della Dott.ssa Dall’Asta, hanno evidenziato come, essendo quasi impossibile eliminare dai cibi prodotti con mais contaminato le tossine, le evidenze prodotte dalla ricerca possono essere considerate buone e non preoccupanti.<br />
Le analisi hanno dimostrato come i volontari celiaci hanno ingerito una quantità dieci volte superiore di fumonisine, circa 0,395 milligrammi per kg corporeo, rispetto ai volontari non celiaci.<br />
L’equipe precisa però che, essendo i risultati frutto di una media, in alcuni casi sono stati trovati valori molto più vicini alla soglia massima.<br />
Infatti, il <strong>Regolamento (CE) 1881/06</strong> prevede un livello massimo di 2 microgrammi per kg di peso corporeo.</p>
<p><strong>Il campione di volontari considerato non può essere considerato statisticamente rilevante per la popolazione italiane essendo troppo piccolo</strong>, infatti sono già in partenza altre due ricerche, una sempre del dipartimento di Parma e l’altro nato dalla collaborazione dell’<strong>Associazione italiana celiaci e dell’Istituto Superiore di Sanità</strong>, su di un campione di circa 400 persone.<br />
Essendo la dieta l’unica via per mantenere un livello di salute accettabile per chi vive con questo disturbo, sicuramente <strong>maggiori <a title="sicurezza alimentare e piano di autocontrollo" href="http://www.sicurezza.com/alimentare/">controlli sulla sicurezza alimentare</a> e sulla qualità delle procedure di lavorazione dei cibi</strong> non potrà che portare giovamento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/cibi-per-celiaci-nuovo-studio-sul-fumonisine.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ciak si…curo! il concorso video sulla sicurezza sul lavoro</title>
		<link>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/ciak-si%e2%80%a6curo-in-concorso-video-sulla-sicurezza.html</link>
		<comments>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/ciak-si%e2%80%a6curo-in-concorso-video-sulla-sicurezza.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 10:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog sicurezza sul lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sicurezza.com/blog/?p=255</guid>
		<description><![CDATA[Interessante novità arriva dal Comune di Modena, che ha deciso di inserire, all’interno del concorso cinematografico Pinguino d’Oro, organizzato in collaborazione con ANMIL Modena, una nuova sezione chiamata &#8220;Ciak si…curo!&#8221; dedicata alla sicurezza sul lavoro. Il concorso è nato come strumento per far avvicinare giovani videomakers al mondo del software libero ma, con la nuova sezione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante novità arriva dal <strong>Comune di Modena</strong>, che ha deciso di inserire, all’interno del concorso cinematografico <strong>Pinguino d’Oro</strong>, organizzato in collaborazione con <strong>ANMIL Modena</strong>, una nuova sezione chiamata &#8220;<strong>Ciak si…curo!&#8221;</strong> dedicata alla sicurezza sul lavoro. Il concorso è nato come strumento per far avvicinare giovani videomakers al mondo del software libero ma, con la nuova sezione, contribuirà, anche, alla diffusione delle conoscenze relative a <a title="sicurezza e salute sul lavoro" href="http://www.sicurezza.com/sul-lavoro/">sicurezza e salute sul lavoro</a>.</p>
<p>La tematica da sviluppare per poter partecipare al concorso, all’interno di questa sezione, è &#8220;<strong>la sicurezza negli ambienti di lavoro&#8221;, argomento che dovrà essere sviluppato attraverso un video della durata massima di 300 secondi</strong> (5 minuti). Due sono le categorie di partecipanti previste per questa nuova sezione del concorso: una dedicata a tutti coloro che vogliono partecipare e una specifica perle scuole, i progetti di questa sezione dovranno essere sviluppati nel corso dell’iter formativo e potranno, eccezionalmente, utilizzare anche software non open source per produrre i video.</p>
<p>Gli organizzatori hanno colto l’occasione del concorso, per organizzare<strong> quattro incontri tematici</strong> dedicati al tema della sicurezza sul lavoro, così da introdurre i partecipanti al tema, affiancando anche sessioni dedicate alle tecniche di produzione e montaggio video. Agli incontri parteciperanno, come relatori sia esponenti delle imprese locali che hanno dato la loro disponibilità a parlare di infortuni e prevenzione negli ambienti di lavoro, sia professionisti nella produzione di materiale audio/video.<br />
Il primo incontro si è svolto il 20 aprile scorso ma, i prossimi sono previsti il <strong>22 maggio</strong>, il <strong>1 e il 22 giugno 2012</strong>, sempre nella Sala civica di via Curie 22, a Modena, alle ore 15.00.</p>
<p>La scadenza per la presentazione dei video è stata fissata entro e non oltre il<strong> 30 settembre 2012</strong>, data in cui il materiale dovrà pervenire presso la Biblioteca Rotonda di Modena, via Casalegno 42. I premi per i vincitori prevedono un buono spesa del valore di <strong>500 euro</strong> e una statuetta chiamata “pinguino d’oro” per la sezione aperta a tutti e un buono spesa del valore di <strong>1500 euro</strong> e un pinguino d’oro per la sezione dedicata alle scuole. La premiazione è prevista per il giorno <strong>27 ottobre 2012</strong>.</p>
<p>Data l’importanza del tema e la possibilità di partecipazione data anche alle scuole questa è un’ottima occasione per diffondere le tematiche legate alla sicurezza e alla prevenzione degli incidenti sul lavoro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/ciak-si%e2%80%a6curo-in-concorso-video-sulla-sicurezza.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stress lavoro correlato, la ricerca della Provincia di Bologna</title>
		<link>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/stress-lavoro-correlato-ecco-i-risultati-della-provincia-di-bologna.html</link>
		<comments>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/stress-lavoro-correlato-ecco-i-risultati-della-provincia-di-bologna.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 21:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog sicurezza sul lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sicurezza.com/blog/?p=250</guid>
		<description><![CDATA[Importanti risultati arrivano dalla Provincia di Bologna, a conclusione di una ricerca che aveva come tema lo stress lavoro correlato. Al termine dei lavori sono stati pubblicati i risultati dello studio, a cui hanno partecipato 13 aziende pubbliche, con circa 34.800 lavoratori coinvolti e 144 aziende private. Oggetto della ricerca è stato la modalità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Importanti risultati arrivano dalla Provincia di Bologna, a conclusione di una ricerca che aveva come tema lo stress lavoro correlato. Al termine dei lavori sono stati pubblicati i risultati dello studio, a cui hanno partecipato <strong>13 aziende pubbliche, con circa 34.800 lavoratori coinvolti e 144 aziende private</strong>. Oggetto della ricerca è stato la <strong>modalità di valutazione</strong> di questo fenomeno in imprese sia del settore pubblico sia di quello privato. Va infatti ricordato che la valutazione dello stress lavoro correlato è una delle voci obbligatorie da inserire nel <a title="Documento valutazione rischi" href="http://www.sicurezza.com/documento-valutazione-rischi/">Documento di Valutazione dei Rischi</a> (DVR).<br />
L’obiettivo della ricerca era <strong>identificare i fattori responsabili dell’insorgenza di questo particolare tipo di stress</strong>, cercando di capire come,  questa problematica viene vista e percepita da due figure centrali per la sicurezza sul posto di lavoro, ossia gli <strong>RSPP</strong>, Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione e gli <strong>RLS</strong>, Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. Essendo figure fondamentali per il mantenimento della sicurezza nell’impresa, la ricerca ha voluto fare tesoro delle loro esperienze.<br />
I risultati presentati hanno evidenziato <strong>tre grandi tematiche</strong> che, secondo gli intervistati, possono essere considerate alla base dell’insorgenza dello stress correlato:</p>
<p>• <strong>Invecchiamento della forza lavoro</strong>: il mancato rinnovamento della forza lavoro comporta l’aumento dello stress generale all’interno dell’azienda,<br />
• <strong>Turnover</strong>: sia la mancanza di turnover sia la sua applicazione non ragionata sono stati considerati elementi di forte stress per l’intera organizzazione,<br />
• <strong>Eccessiva lunghezza dei turni lavorativi</strong>: orari troppo pesanti, turni troppo lunghi e lavoro anche nei giorni di festa o nelle ore notturne sono tra i fattori principali di stress.</p>
<p>Per quanto riguarda le aziende del settore pubblico quelle più colpite dallo stress correlato si sono rivelate quelle del <strong>settore sanitario</strong>, in particolare quelle che operano in emergenza medica, come i reparti di chirurgia, oncologia, geriatria, etc. Ad alto rischio di stress sono risultate anche tutte le attività legate al sociale, al rapporto con il pubblico, al servizio di call center, alla protezione civile e alla sicurezza in generale.</p>
<p>In tutte le imprese interessate da questa ricerca, a seguito della pubblicazione dei risultati, sono state avviate le <strong>procedure necessarie per modificare gli elementi considerati portatori di stress</strong>, al fine di migliorare le condizioni di lavoro. Naturalmente, così come anche affermato dagli intervistate, la cosa più importante per risolvere situazioni di difficoltà è la <strong>partecipazione attiva dei lavoratori</strong> e di tutta l’azienda al fine di coordinare gli sforzi.<br />
Questo è stato confermato anche dall’assessore alla provincia di Bologna, il quale commentando i risultati ha affermato che l’eliminazione dei fattori stressogenici nei luoghi di lavoro deve essere una priorità per ogni impresa, sia perché così facendo migliora la qualità della vita dei lavoratori, sia perché un migliore ambiente di lavoro porta con se vantaggi anche di tipo economico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/stress-lavoro-correlato-ecco-i-risultati-della-provincia-di-bologna.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Campi elettromagnetici, arriva la scadenza per le imprese</title>
		<link>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/campi-elettromagnetici-arriva-la-scadenza-per-le-imperse.html</link>
		<comments>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/campi-elettromagnetici-arriva-la-scadenza-per-le-imperse.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 20:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog sicurezza sul lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sicurezza.com/blog/?p=225</guid>
		<description><![CDATA[Si avvicina una scadenza molto importante per tutte le imprese, pubbliche e private, per quanto riguarda la prevenzione dei rischi derivati dai campi elettromagnetici sul posto di lavoro. Scade, infatti, il 30 aprile 2012 il periodo di proroga, durato quattro anni, per l’attuazione di quanto previsto dai Capi I, II e III del Titolo VIII [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina una scadenza molto importante per tutte le imprese, pubbliche e private, per quanto riguarda la prevenzione dei rischi derivati dai campi elettromagnetici sul posto di lavoro. Scade, infatti, il <strong>30 aprile 2012</strong> il periodo di proroga, durato quattro anni, per l’attuazione di quanto previsto dai <strong>Capi I, II e III del Titolo VIII del D.lgs. 81/08</strong>.<br />
Lo slittamento della data di scadenza per mettersi in regola era stato stabilito dalla <strong>direttiva europea 2008/46/CE</strong>, la quale aveva voluto concedere, alle imprese, ulteriore tempo per poter mettere in sicurezza i propri ambienti di lavoro.</p>
<p>Siamo però arrivati al limite della proroga, infatti, <strong>dal primo maggio p.v. ogni impresa dovrà adempiere alle norme previste</strong> per evitare sanzioni a seguito dei controlli che saranno organizzati dalle Asl.<br />
Tali norme regolamentano l’uso di un gran numero di dispositivi, tra i quali troviamo:</p>
<p>• Telefono cellulare<br />
• Modem Wi-Fi<br />
• Cabine elettriche<br />
• Fonti elettromagnetiche</p>
<p>Non va però dimenticato che molte altre sono le attrezzature che possono creare campi elettromagnetici che, a lungo andare, possono rivelarsi pericolosi per la salute dei lavoratori, come le stampanti, il forno a microonde, il pc, gli scanner, etc.</p>
<p>Il <a title="datore di lavoro definizione e obblighi" href="http://www.sicurezza.com/glossario/datore-di-lavoro.html"><strong>datore di lavoro</strong> </a>ha il compito, più volte sottolineato dalla giurisprudenza sulla sicurezza sul lavoro, di formare ed informare i propri lavoratori dei rischi che corrono durante il lavoro in relazione a questa materia.<br />
Compito altrettanto importante è quello di una corretta formazione delle figure responsabili della sicurezza, in particolare il <strong>Responsabile al Servizio di Prevenzione e Protezione</strong>, il quale ha il dovere di vigilare sulle condizioni di salute di tutti i luoghi in cui si svolge l’attività lavorativa.<br />
Il Decreto 81/08 entra ancora più nello specifico, poiché agli <strong>art. 32 e 181</strong>, afferma che, oltre alla normale formazione in termini di sicurezza, è necessario che il personale responsabile della sicurezza, per quanto riguarda i campi elettromagnetici, abbia conseguito una <strong>ulteriore qualifica</strong> al termine di un corso dedicato, data la particolare natura del rischio.</p>
<p>Ancora una volta la parola d’ordine è <strong>formazione</strong>.<br />
La scadenza è prossima e questo è di sicuro un momento ottimo per cercare di mettersi in regola con i corsi di formazione per i responsabili e per la messa in sicurezza dei propri ambienti lavorativi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sicurezza.com/blog/sul-lavoro/campi-elettromagnetici-arriva-la-scadenza-per-le-imperse.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli imballaggi intelligenti per la sicurezza in tavola</title>
		<link>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/gli-imballaggi-intelligenti-per-la-sicurezza-in-tavola.html</link>
		<comments>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/gli-imballaggi-intelligenti-per-la-sicurezza-in-tavola.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 13:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog sicurezza alimentare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sicurezza.com/blog/?p=219</guid>
		<description><![CDATA[Un importante aspetto legato alla sicurezza alimentare, a volte non tenuto nella giusta considerazione, è il packaging dei prodotti. Il modo in cui i cibi vengono presentati nei banchi frigo o sugli scaffali influisce notevolmente sulla propensione all’acquisto delle persone ma, oltre ad avere un notevole impatto sull’immagine della marca, l’imballaggio riveste una grandissima importanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un importante aspetto legato alla sicurezza alimentare, a volte non tenuto nella giusta considerazione, è il <strong>packaging</strong> dei prodotti.</p>
<p>Il modo in cui i cibi vengono presentati nei banchi frigo o sugli scaffali influisce notevolmente sulla propensione all’acquisto delle persone ma, oltre ad avere un notevole impatto sull’immagine della marca, l’imballaggio <strong>riveste una grandissima importanza per quanto riguarda la conservazione degli alimenti e, di conseguenza , la nostra <a title="sicurezza alimentare" href="http://www.sicurezza.com/alimentare/">sicurezza alimentare</a>.</strong><br />
Il compito fondamentale di questi imballaggi è fare in modo che <strong>il loro contenuto arrivi sulle nostre tavole inalterato e genuino, evitando contaminazioni durante il trasporto</strong>; inoltre, l’altro grande obiettivo di questa pratica di conservazione è quello relativo all’impegno per fare in modo che il prodotto si conservi il più a lungo possibile.<br />
Le due sostanze che, più di tutte, sono le responsabili del deterioramento dei cibi sono:</p>
<p>• ossigeno, responsabile delle crescita di batteri e muffe;<br />
• etilene, prodotto da verdura e ortaggi che accelera la maturazione ma che può portare anche alla marcescenza.</p>
<p>Proprio per combattere l’azione di queste due sostanze e allungare così la vita del cibo, sono stati studiati ed inseriti sul mercato nuovi tipi di imballaggio definiti imballaggi intelligenti, capaci cioè di interagire con il prodotto che contengono, in maniera <strong>discreta e non invasiva</strong> e, allo stesso tempo, <strong>capaci di conservarlo più a lungo</strong>. Questi packaging, molto usati in USA e Giappone e che in Europa stentano ad imporsi, anche se già previsti dal <strong>Regolamento CE 450/2009</strong>, consentono di mantenere il cibo ad un livello di conservazione ottimale, per più tempo e in diverse condizioni ambientali.</p>
<p><strong>Alcuni esempi di questa nuova tecnologia sono:</strong></p>
<p>• etichette che indicano, attraverso una differente colorazione, il livello di maturazione e di conservazione del cibo,<br />
• materiali che assorbono l’ossigeno presente nella confezione, in modo tale da rallentare ed inibire la crescita batterica, responsabile del deterioramento del prodotto,<br />
• fogli di materiale assorbente posti in fondo alla vaschetta (per carni in particolare), capaci di assorbire i fluidi sanguigni e limitare la proliferazione dei microrganismi.</p>
<p>Questi esempi di packaging intelligenti sono una prova di come l’industria alimentare cerchi costantemente di migliorare la qualità dei propri prodotti in particolare nel delicato tragitto dalla fabbrica alla tavola del consumatore. Non bisogna però dimenticare che, anche in presenza di questi aiuti tecnologici, il migliore strumento a nostra disposizione per salvaguardare la nostra sicurezza alimentare è sempre una <strong>corretta informazione</strong> e, naturalmente, il buon senso.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sicurezza.com/blog/igiene-haccp/gli-imballaggi-intelligenti-per-la-sicurezza-in-tavola.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

