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Va inteso, con il termine zone pericolose, tutte quelle aree dell’impresa in cui, per motivi diversi tra loro, è possibile rilevare un alto livello di pericolosità per la salute e la sicurezza dei lavoratori, a causa di sostanze presenti o della tipologia di mansione svolta.
Le aree pericolose, quindi, hanno una natura molto varia e dipendono, in larga parte, dalla tipologie di impresa che si prende a riferimento e dalle mansioni in esame, all’interno dei vari ambienti di lavoro.
Dal punto di vista legislativo, è possibile ritrovare numerose norme che si occupano, esplicitamente, di ambienti pericolosi ma, i principali riferimenti presenti in Italia, possono essere considerati il Testo Unico sulla sicurezza, decreto 81/08 e le direttive Atex; quest’ultimo, in riferimento particolare alle atmosfere esplosive, stabilisce i requisiti di sicurezza e di salute, EHSR.
In generale, queste direttive, stabiliscono, per ogni comparto aziendale, le varie zone pericolose, tra cui alcuni esempi sono:

  •  settore agroalimentare: zone in cui si svolgono trasporti o sollevamenti di oggetti pesanti, zone in cui avviene lo stoccaggio in silos di materiale alimentare che può produrre sostanze esplosive o volatili, aree di produzione con macchinari meccanici;

  •  settore metalmeccanico: presenza di polveri nell’aria, settori in cui ci sono materiali pesanti in movimento e ad altissima temperatura;

  •  settore automotive e veicoli per lo spostamento: presenza di polveri sottili effetto della lavorazione di materiali metallici, presenza di fumi derivati dai combustibili per i serbatoi, presenza di polveri o fluidi di natura colorante, macchinari meccanici di sollevamento di oggetti metallici;

  •  settore chimico:zone con alta concentrazione di sostanze velenose, pericolose per la salute, esplosive, zone di stoccaggio materiali chimici, zone relativa alle scorie di lavorazione;

  •  settore esplosivi, stoccaggio scorie: le aree che contengono materiali esplosivi, volatili, dannosi per la salute, aree di lavorazione e di miscelazione di sostanze potenzialmente esplosive;

  •  settore cartario: aree in cui si usano solventi o sostanze chimiche per la produzione di carta, zone di sollevamento o stoccaggio dei materiali.

In generale è possibile stabilire che, la pericolosità delle aree deriva, principalmente, da fattori come rischi esplosivi, rischi di contaminazione chimica, fisica, batteriologica, rischio di incidenti nell’utilizzo di macchinari, rischi di incendio, rischi di natura elettrica e magnetica.
Dal punto di vista della sicurezza sul lavoro, così come ribadito dal decreto 81/08, è sempre il datore di lavoro il responsabile delle pratiche di messa in sicurezza degli ambienti in cui sono presenti i lavoratori.
In base all’art.28 D.lgs. 81/08, anche le aree pericolose devono ricadere nel processo di analisi dei rischi che il datore di lavoro compie prima dell’inizio dell’attività; soprattutto per queste zone è importante che, nel documento di valutazione dei rischi, siano presenti le modalità di protezione individuale e di sicurezza degli ambienti, necessarie allo svolgimento di una serena attività lavorativa.

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