Per essere in regola con la normativa sulla sicurezza è obbligatoria ( non per tutte le imprese ) la nomina del medico competente quando i lavoratori durante le fasi di lavoro vengono esposti a particolari rischi, come i videoterminalisti, chi si occupa della movimentazione manuale dei carchi e scarichi, chi è esposto a sostanze pericolose e tutti quei lavori per il quale è necessario un piano di sorveglianza sanitaria.

Il piano di sorveglianza sanitaria elaborato dal medico competente esperto in medicina del lavoro prevede di solito visite di routine annuali dei lavoratori che possono includere analisi del sangue, spirometria, visus e tutti quei controlli a garantire l’idoneità alla mansione.

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Una delle figure più importanti, che si occupano di vigilare sulla sicurezza sul lavoro, è il medico competente, il quale, all’art.2, comma 1, lett. h del D.lgs. 81/08, viene definito come quel medico avente i titoli che soddisfano i requisiti formativi e professionali necessari per collaborare, con il datore di lavoro, al fine di effettuare una sorveglianza sanitaria idonea, in tutti i luoghi in cui avvengono mansioni lavorative, al fine di valutare i potenziali rischi per la salute dei lavoratori.

requisiti fondamentali per poter ricoprire questo tipo di incarico all’interno delle imprese prevedono:

1. una specializzazione in medicina del lavoro, in medicina preventiva dei lavoratori oppure in igiene e medicina preventiva o medicina legale,
2. avere una docenza in materie come medicina del lavoro, medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica, in tossicologia industriale, in igiene industriale in fisiologia e igiene del lavoro oppure in clinica del lavoro,
3. essere autorizzati ai sensi dell’art. 55 del D.Lgs. 277/91.

Coloro i quali hanno una specializzazione in igiene preventiva o medicina legale sono tenuti a svolgere adeguato corso di formazione, come stabilito dal Ministero della salute; solo nel caso in cui siano in gradi di dimostrare di aver svolto l’attività di medico competente per almeno un anno nel corso dei tre anni anteriori all’entrata in vigore del decreto, possono essere abilitati senza dover seguire il corso.
Obbligatoria per tutti è, invece, la frequenza al programma triennale di educazione continua in medicina, così come previsto dal D.Lgs. 229/99, il quale fornirà crediti formativi che, ogni medico, dovrà conseguire in misura non inferiore al 70 per cento in materia di medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro.
Tutti coloro che rispondono a tali requisiti vengono inseriti all’interno dell’elenco dei medici competenti presente al Ministero della salute.

compiti del medico competente sono quelli di redigere, in collaborazione con il datore di lavoro, un documento sui rischi presenti sul posto di lavoro ed una valutazione degli stessi. Inoltre si occupa della sorveglianza sanitaria, di cui all’art.41 D.lgs. 81/08, nei casi previsti dalla legge italiana ed europea. Tale sorveglianza prevede i seguenti compiti, di esclusiva competenza del medico competente:

• visita medica preventiva dei lavoratori al fine di escludere la possibilità di inabilità alle mansioni lavorative dello stesso,
• visita medica periodica dei lavoratori al fine di esprimere giudizio di idoneità alle mansioni svolte; su richiesta del lavoratore, quando il medico competente la ritenga inerente alle mansioni lavorative; in caso di cambio di mansione del singolo lavoratore; in caso di cessazione del rapporto lavorativo la dove previsto dalla legge,

Oltre a questi obblighi, il decreto prevede che, come previsto dall’art. 25, il medico competente ha il dovere di riportare, in sede di riunione, ai responsabili della sicurezza e al datore di lavoro i risultati aggregati delle sue valutazioni sulle situazioni di rischio negli ambienti di lavoro. Inoltre, ha il compito di visitare i luoghi di lavoro almeno una volta l’anno, per accertarsi delle condizioni di salute e sicurezza della forza lavoro. Custodisce, infine, le cartelle sanitarie dei singoli lavoratori e tutti i documenti sanitaria sotto la sua responsabilità.